15 MARZO: DELEGAZIONE BRESCIANA ALL’ ASSEMBLEA NAZIONALE DI PAP E ALLA MANIFESTAZIONE CONTRO IL RIARMO E LA GUERRA

La mattina del 15 marzo anche una delegazione bresciana ha partecipato alla grande assemblea nazionale di “Potere al Popolo!” presso il Teatro Quirino di Roma.

Nel corso dell’ incontro è stato presentato il programma del movimento. Un programma redatto insieme e discusso approfonditamente dalle assemblee locali.

Dalle 15 l’ assemblea si è spostata in presidio in Piazza Barberini, unendosi a numerosissimi militanti delle altre forze politiche dell’ area della Sinistra di Alternativa.

Si è trattato di migliaia di persone. Censurate del tutto da stampa e tv guerrafondaie, completamente schierate con la piazza di Ursula von der Leyen e Draghi. O presentate, nel migliore dei casi,  come quattro gatti spelacchiati.

Ma non ci lamentiamo. Non c’è niente di cui meravigliarsi. Si sa, la prima vittima della guerra è la verità.

La marea pacifista, pur cancellata dall’ informazione di regime, ha riaffermato forte e chiaro per le vie di Roma che la pace si costruisce con la giustizia. Che i soldi vanno spesi per servizi pubblici di qualità e per migliorare le nostre vite, non per ammazzarci a vicenda.

Per molti abitanti di Brescia era importante che ci fosse qualche concittadino nella capitale che ribadisse, anche a nome loro, queste fondamentali verità, dal momento che la sindaca Castelletti si trovava in contemporanea nell’ altra piazza romana.

Quella a favore di ReArm, che ha deliberatamente deciso di affossare ciò che resta del Welfare italiano, celebrando l’ inevitabile privatizzazione di sanità, pensioni e istruzione. Quella dei “sostenitori della libertà” di esaltare il trionfo delle disuguaglianze.

Le 18 paginette che sono state votate nei giorni scorsi dal Parlamento europeo in merito al tema del riarmo contengono, in questo senso, una visione delirante, fondata su un eurocentrismo del tutto fuori dalla storia e costruito su una rabbiosa reazione all’idea di “essere sotto attacco”.

L’Unione Europea è minacciata da nemici sparsi su tutto il globo: Russia, Bielorussia, Cina, Corea del Nord, Iran, Stati Uniti.

Deve considerare il Mar Nero e il Mar Baltico due zone di guerra, dove occorre un rapido riarmo.

Al tempo stesso deve proteggere i propri “interessi strategici” in Africa.

Deve considerare la guerra in Ucraina come uno scontro di civiltà da vincere a tutti i costi.

Alla Cina poi è riservata una durezza particolare perché “rappresenta un rischio per la sicurezza regionale e globale e per gli interessi economici dell’UE”.

La maggioranza del Parlamento Europeo, con popolari e “socialisti” in testa, ha votato una specie di dichiarazione di guerra contro il resto del mondo. Toni, forme, linguaggio sono bellicosissimi. E’ bandita ogni prospettiva di mediazione e di riflessione

Si tratta del manifesto di un “primato” che evoca il più trito colonialismo.

E’ naturale che su queste basi il riarmo diventi un valore assoluto, su cui fondare la “civilizzazione”.

L’Europa o è guerriera o non è, per parafrasare qualcuno.

Questo messaggio è perfetto soprattutto per mobilitare il risparmio e i capitali verso la battaglia decisiva incombente.

L’ “oro alla patria”  ridiventa  parola d’ordine per una nuova gigantesca bolla del capitalismo finanziario che vuole sconfiggere gli usurpatori, come Trump, i cinesi e i russi, della vera religione dei ricchi.

Cosa c’entri tutto ciò con la pace e con la ricerca di un’ Europa democratica, dei popoli è incomprensibile.

I tanti “padri nobili” e i numerosi artisti alla moda e intellettuali dei salotti televisivi  che sono andati in un’altra piazza romana avvolti dalle bandiere blu stellate si sono messi al servizio di questa visione.

“Potere al Popolo!” al contrario non metterà mai l’elmetto per difendere un simile  sistema, ingiusto e già ampiamente fallito. Ha chiamato il 15 marzo all’ impegno e alla lotta per contrastarlo. Il 15 marzo è stato solo un inizio.

REDAZIONE