IL CONTESTO POLITICO
Si nota da qualche tempo un certo attivismo social di Emilio Del Bono, già sindaco di Brescia dal 2013 al 2023 ed oggi vicepresidente del Consiglio Regionale della Lombardia, a sostegno della Prima Cittadina Laura Castelletti, di cui egli può a ragione essere considerato ispiratore e mentore, vista la decennale collaborazione in Loggia nel periodo delle sue sindacature, quando aveva avuto la seconda come fedele vice.

Quest’ ultima infatti si trova attualmente, sarebbe arduo negarlo, ad affrontare alcune difficoltà.
Esse sono dovute da un lato allo scatenamento della campagna per la “sicurezza” e la “remigrazione forzata” ad opera dell’ultradestra di opposizione nel Palazzo e delle formazioni fasciorazziste nelle strade.
Dall’ altro all’ azione di controinformazione svolta da alcuni gruppi di ecologisti, che si rifiutarono nella primavera del 2023 di inserirsi nella carovana messa in piedi dal centrosinistra in occasione delle elezioni comunali. Essa, come si ricorderà, andava da Azione al noto Centro Sociale cittadino passando per il PD e includendo al proprio interno tutte le possibili varianti dei Verdi di Sistema.
UNA STRANA “RIFORESTAZIONE URBANA”
Ebbene, recentemente la polemica si è sviluppata circa la “riforestazione urbana” in atto nella Leonessa. Questo confronto tra le formazioni ambientaliste sfuggite alla rete “progressista” di potere locale, quindi ancora in grado di esprimere una voce dissonante, e la Giunta Castelletti merita di essere analizzato.
Secondo “Potere al Popolo!” è indicativo di un certo modo di procedere dell’ Amministrazione, a dir poco disinvolto.
Del Bono con un suo annuncio social, appoggiato ad un’ apposita articolessa pubblicata dall’ edizione locale del “Corriere della Sera”, aveva magnificato, infatti, alcuni giorni fa, “una rete di alberatura e forestazione lungo la Tangenziale Sud, 33.000 alberi! “. “Un investimento splendido”, a suo dire, che “grazie anche al Comune di Brescia” era partito nell’ambito di un “disegno strategico per una città più sostenibile”.
L’ articolo del “Corriere della Sera” indicava inoltre il prossimo raggiungimento del traguardo di 200.000 nuovi alberi piantati, con ampio anticipo addirittura quindi su quanto promesso nel programma elettorale del centrosinistra, dove si parlava del 2030 come data di arrivo. Il che già dava adito a qualche dubbio.
Ma poi a stretto giro di “post” è arrivata la risposta del “Comitato SOS Alberi”, una delle realtà ambientaliste non allineate di cui si diceva sopra.
Secondo quest’ ultima, ciò che è in atto a Brescia è un grossolano e poco trasparente intervento di taglio di alberi sani e adulti per mettere a dimora piccole alberature che, considerato il primato cittadino per il peggior clima in Italia, saranno in buona parte destinate a morire.

TAGLIARE E RIPIANTARE, TAGLIARE E RIPIANTARE…
Purtroppo, tutto questo è diventata una prassi negli ultimi anni.
A preoccupare di più sono le condizioni climatiche che andranno via via peggiorando, così come la qualità dell’aria che non ne potrà trarre alcun beneficio positivo.
Le alberature hanno un effetto diretto sul contenimento delle temperature nel periodo estivo, sulla regolazione del microclima, dal momento che sono in grado di utilizzare e restituire umidità all’aria e al terreno, assorbono CO2 e restituiscono ossigeno, assorbono le micro-particelle e i gas inquinanti.
Si comprende l’esigenza di rimuovere quelle piante che costituiscono un reale pericolo, mentre alcune piante “ammalorate” potrebbero essere curate, ma non può essere questa la parola da utilizzare come espediente per tagliare alberi sani così come sta avvenendo e in questo modo incentivare le spese per i loro inutili abbattimenti.
Altro espediente è il riferimento agli alberi a “ciclo vitale concluso”, ennesimo escamotage per tagliare, tagliare, tagliare per poi piantare, piantare, piantare. Qual è la logica…?

A questo punto sarebbe importante sapere quante piante verranno tagliate nel Comune di Brescia per “riforestare” la città – per come è posta la questione sembrerebbe un assurdo ossimoro, ma è quello che sta accadendo – e quale sarà il bilancio finale della riforestazione.
Le “operazioni di riforestazione urbana” che hanno portato al taglio di un bosco tra la Tangenziale e la zona industriale della Motorizzazione- di cui avevamo parlato su “Brescia del Popolo”(in fondo alla pagina il link di rimando all’ articolo) sono l’ emblema di un certo modo di procedere .
SCASSI PROFONDI
Se poi consideriamo che la sistemazione del terreno ha previsto lo “scasso profondo, la regolarizzazione e la modellazione meccanica della terra presente in loco per una profondità media di 50 cm”, la devastazione appare ancora più chiara: in quei centimetri di terra vi è la parte più vitale del suolo. Miliardi di tanti tipi di batteri, miceti, lieviti che rendono “vivo” il terreno e che sono interconnessi tra di loro e con gli apparati radicali degli alberi. Ovviamente in questo modo sparisce anche la parte più visibile costituita da invertebrati, insetti e piccoli animali. Si parla di biocenosi. A questo si aggiunge la fauna selvatica che trova nel bosco il suo habitat naturale, tra cui piccoli mammiferi, che hanno le loro tane nel terreno e nella vegetazione e molte specie di uccelli.

Le temperature nelle aree dove sono avvenuti i tagli saranno più alte, specie durante il periodo estivo e il terreno, deprivato della normale ombreggiature e copertura del sottobosco, sicuramente più arido, esposto, così come gli apparati radicali dei nuovi alberelli. Diverso sarebbe stato curare l’esistente e provvedere solo ad alcune sostituzioni.
In quei terreni dove le piantumazioni sono avvenute già da un paio d’anni, si vede chiaramente il risultato di simili operazioni: è il caso di via Abbiati, dove le piantine che stanno crescendo sono una minoranza; quello che si vede sono soprattutto le tante astine piantate nel terreno che dovrebbero servire a sorreggere le essenze.
I CONTI CHE NON TORNANO
Allora bisognerà attendere i prossimi 4 anni, sempre che su quelle morte ne piantino altre, per poi poter verificare il conto finale degli alberi piantati a Brescia.
In programma vi sarà il taglio di altri boschi?
Delle decine di migliaia di piante promesse e da mettere a dimora, quante saranno quelle sane da sacrificare?
I nuovi alberelli che verranno messi a dimora, svolgeranno la loro funzione vitale a difesa della loro e della nostra vita tra almeno 6 anni (le piante del bosco erano piante adulte e molto sviluppate).
QUALI INFORMAZIONI ALLA CITTADINANZA?
E la cittadinanza viene realmente informata, viene realmente chiesto un parere? A giudicare dalle reazioni relativamente all’ultimo taglio dei ciliegi e altre essenze, sembrerebbe di no (anche su questo episodio “Brescia del Popolo” era intervenuta, in fondo alla pagina il link di rimando all’ articolo). Una delle risposte alle proteste addotte dall’assessora all’ Ambiente Camilla Bianchi è che lo avevano preannunciato.
Ma con quali mezzi di comunicazione? Forse con la sola pubblicazione all’albo pretorio che quasi nessuno legge? Se avesse voluto evitare le polemiche emerse nella stampa e nei social le sarebbe bastato fare apporre, nei giorni precedenti il taglio, dei semplici avvisi alla cittadinanza. Ma forse quegli avvisi avrebbero invece provocato immediatamente una reazione negativa e era quello che si voleva evitare?
Se poi le “magagne” vengono scoperte in corso d’opera, è giusto ricordarlo, è solo grazie a quei/quelle cittadini/e e comitati che desiderano, pretendono, promuovono la salvaguardia del clima, ma anche la tutela dell’habitat, in cui possano convivere tutti gli esseri viventi.
Le proposte alternative avanzate dai comitati ecologisti erano state prese come impegno dall’assessorato, sia nei loro confronti, che dei consigli di quartiere cittadini. A quanto pare non se ne è fatto nulla.
L’ EQUIVOCO SULL’ ESPRESSIONE “RIFORESTAZIONE URBANA”
C’è infine un’ultima considerazione da fare. Sentendo parlare di “riforestazione urbana” ai tempi della campagna elettorale del 2023, molti abitanti di Brescia avranno pensato ingenuamente che si intendesse, ad esempio, procedere, nelle aree della città un tempo edificate e oggi abbandonate, a creare nuove zone verdi. Evidentemente per l’ Amministrazione non è così. Le aree dismesse si “riqualificano” attraverso “ricementificazioni”, per non cozzare con gli interessi del Partito Unico degli Affari, decisivo per i finanziamenti delle campagne elettorali.
Con l’espressione “riforestazione urbana” invece si deve intendere in prevalenza sostituzione di piante già esistenti, che vengono eliminate, con altre nuove.
Un grosso equivoco, non c’è che dire.
Sul bosco della Tangenziale Sud si veda anche:
Sul taglio di alberi nella zona tra Via Mazzucchelli e Via Arici si veda anche:
https://www.labresciadelpopolo.it/brescia-la-riforestazione-urbana-alla-castelletti/
FRANCESCO ROVARICH