INTENSA MOBILITAZIONE PER GAZA

La settimana appena trascorsa ha visto una forte ripartenza della mobilitazione pro Gaza a Brescia, in coincidenza con il crollo della tregua provocato dal governo criminale di Netanyahu.

Ciò è tanto più significativo in una città il cui Consiglio Comunale ha approvato nei mesi scorsi quasi all’ unanimità, senza distinzioni tra ultradestra e centrosinistra, una mozione che equipara di fatto qualsiasi critica al regime di Tel Aviv ad un atto di antisemitismo.  In una città dove vorrebbe essere l’ Associazione Italia-Israele a determinare chi può fare il consigliere comunale e chi no in base al suo grado di amicizia con lo Stato sionista.    

Ed è importante che la protesta riprenda in una città dove si trovano sedi di aziende come Leonardo e A2A, coinvolte più o meno direttamente nella carneficina che viene portata avanti nella Striscia, dati i loro ottimi rapporti di “affari” e di “attività di ricerca” con Israele.

Così, dopo il flash-mob tenutosi mercoledì 19 marzo dinanzi a Palazzo della Loggia, del quale già abbiamo dato conto anche sulla nostra pagina Facebook, nel fine settimana si sono susseguite due ulteriori iniziative.

Venerdì 21 decine di cittadine e cittadini si sono radunati davanti ad uno degli ospedali più grandi di Brescia, la Poliambulanza, srotolando grandi striscioni contenenti messaggi chiari ed inequivocabili.

Sabato 22, il presidio inizialmente previsto a Piazza Vittoria dal Coordinamento Palestina, si è trasformato in un corteo spontaneo con centinaia di persone che hanno attraversato le vie del centro storico tra le bancarelle del mercato settimanale.

Un ospedale

E un mercato.

Per ricordare che a Gaza è in corso un tentativo di pulizia etnica- se non lo si vuole chiamare genocidio- esplicitamente, ripetutamente, orgogliosamente rivendicato dai massimi esponenti del governo Netanyahu.

La realtà è che ogni giorno vengono uccise decine, quando “va bene”, centinaia, quando “va male”, di bambini e di donne, di anziani e di malati. Una strage infame che continua dai giorni immeditamente successivi al 7 ottobre 2023 con il pretesto di distruggere le organizzazioni della resistenza palestinese, ma che fino adesso ha visto lo sterminio di decine di migliaia di civili inermi e innocenti, mentre quelle organizzazioni sono tuttora attive.

I partecipanti alle manifestazioni bresciane hanno voluto però anche ricordare  che un simile massacro può essere compiuto solo perché dietro Israele c’è la complicità dei governi occidentali, nessuno escluso. Sempre conniventi, al di là di qualche parola di circostanza per esprimere “indignazione” formale.

E c’è la subordinazione di intellettuali, artisti, sindaci (in prima fila anche la sindaca di Brescia Laura Castelletti, non dimentichiamolo) che lanciano proclami e si mobilitano in difesa della libertà dell’ Europa fondata sulla giustizia. Ma non trovano una sola parola di condanna esplicita, senza se e senza ma, nei confronti del governo razzista di Netanyahu e delle soldataglie selvagge e assassine delle cosiddette “Forze di Difesa Israeliane” (IDF).

Sono sepolcri imbiancati, ipocriti che nascondono la strage.

“Potere al Popolo!”, a Brescia e in tutta Italia, ha ritenuto fin dagli inizi di questa tragedia indispensabile una mobilitazione costante per sostenere la popolazione palestinese e denunciare l’ orrore che contro di essa si sta perpetrando.

E per affermare che alle cittadine e ai cittadini italiani che rifiutano di rimanere indifferenti o in silenzio dinanzi all’ orrore cui stiamo assistendo non resta, per dimostrare la loro solidarietà fattiva, che il ricorso al boicottaggio dei prodotti israeliani farmaceutici, alimentari, tecnologici. Insieme a questo, bisogna denunciare le università, i centri di ricerca, le industrie che fanno “ottimi affari” con il commercio delle armi vendute a Netanyahu.

Ormai è chiaro che la furia omicida degli estremisti sionisti si può arrestare solo fermando i suoi complici occidentali.   

REDAZIONE