LE EMOZIONI DELLA SINDACA
La sindaca Castelletti ha dunque mantenuto la sua promessa.
Il 15 marzo è stata a Piazza del Popolo, a Roma, nella manifestazione degli “interventisti democratici” promossa, con il supporto del giornale degli Elkann Agnelli, dagli intellettuali e dagli “artisti” assidui frequentatori dei salotti televisivi de La7.
Sul palco, al suono della banda tricolore assieme ai colleghi di grandi città amministrate da giunte di centrosinistra come Roma, Milano, Napoli, Bologna, Bari, ha metaforicamente ballato la danza della morte.

E, assieme a lei, il presidente del Consiglio comunale Roberto Rossini (PD).
“E’ stato tutto molto emozionante”- ha dichiarato la sindaca, aggiungendo di essere in piazza “per un’Europa unita capace se necessario di difendersi, ma soprattutto di raccontare la propria storia e difendere i propri valori”.
Anche Rossini ha sottolineato come l’impegno militare collettivo sia fondamentale per costruire un futuro basato su cooperazione e giustizia.
1914 E 2025
Già nei giorni immediatamente precedenti l’ evento la sindaca aveva del resto reso noto: “Fin da subito ho firmato la lettera dei sindaci che sostenevano questa iniziativa, perché credo profondamente nella necessità di schierarci apertamente e senza indugi al fianco dell’Europa nella ricerca di una pace giusta”.
Il che vuol dire- tradotto dal politichese corrente- guerra a oltranza in Ucraina fino alla vittoria e sfida al resto del mondo con una folle corsa agli armamenti, in un clima che ricorda da vicino quello che precedette lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Non a caso gli argomenti utilizzati dagli “interventisti democratici” alla Castelletti oggi, sono molto simili a quelli dei loro progenitori del 1914. Con l’ aggravante che gli “interventisti democratici” odierni hanno alle spalle l’ esperienza vissuta dall’ umanità di due guerre mondiali e l’ avvenuta utilizzazione sul campo degli ordigni nucleari nel 1945.

CHI RAPPRESENTA CHI
E intollerabile è che ancora una volta i due massimi esponenti dell’ amministrazione comunale abbiano ribadito che la loro partecipazione era “in rappresentanza della Leonessa”.
Non è così. Loro lì rappresentavano solo i propri elettori, il loro schieramento politico di riferimento con le relative appendici sindacali (CGIL-CISL-UIL) e associative di Sistema.
Ma una buona metà dei cittadini bresciani non si sentiva certo rappresentata da questi fautori della “guerra democratica”, anzi una parte di essi aveva altri suoi rappresentanti che stavano manifestando in un’altra piazza contro il riarmo e per la pace.
RETORICA E REALTA’ DELL’ INTERVENTISMO DEMOCRATICO
Quanto poi agli aspetti concreti di che cosa significhi per Brescia e per la sua provincia questa adesione cieca alle politiche belliciste della UE in nome dei “valori europei”, è opportuno soffermarsi su alcuni dati.
Il complesso piano di riarmo dell’Unione Europea partirà infatti (anche) da Brescia
Come ha rivelato alla stampa nazionale Hans Kristensen, studioso della Federation of American Scientists, curatore del Bulletin of the Atomic Scientists, nuove bombe nucleari americane B61-12 arriveranno anche nella base italiana di Ghedi, centrale nello scacchiere delle strutture della Nato.

Nessun annuncio ufficiale, come è ovvio. Ma è noto da tempo che è l’ Italia a disporre di due basi operative distinte, con armamenti di questo tipo. Una delle quali è appunto Ghedi.
Secondo il rapporto Nuclear Weapons Ban Monitor 2024, presentato a New York alla Conferenza sul Trattato per la Proibizione delle Armi Nucleari, a Ghedi ci sarebbero tra le 10 e le 15 testate atomiche. Ma c’è chi sostiene che esse in realtà ammonterebbero già tra le 20 e le 40. Il numero esatto non è confermato dalle autorità.
È ancora tutto da chiarire inoltre quale sarà il ruolo della base militare di Ghedi all’interno di quello che si sta delineando come un possibile ombrello nucleare europeo, a trazione francese.
I dati pubblici sugli armamenti stoccati nella base bresciana riferiscono di ordigni con una potenza variabile tra 0,3 e 50 kilotoni, ma con una precisione particolarmente migliorata nel lancio. Per un paragone, le uniche due bombe mai effettivamente lanciate in uno scenario di guerra, quelle su Hiroshima e Nagasaki dell’agosto 1945, avevano una potenza rispettivamente di 15 e 21 kilotoni. Insomma: tutto sembra destinato a restare nell’ombra.
Meglio parlare retoricamente- come fa Castelletti- dei “valori europei” della libertà, della giustizia, ecc. da difendere, per coprire questa tremenda realtà di distruzione e di morte con cui “la Leonessa” si trova costretta a convivere.
HANNO SUONATO LE LORO TROMBE, SUONEREMO LE NOSTRE CAMPANE
Però, se la sindaca ha mantenuto la sua promessa di sostenere la furia bellicista del ReArm Europe, si sappia che anche i cittadini bresciani che non sono affatto d’ accordo ad avallare questa deriva di morte mascherata da difesa della libertà, faranno sentire a livello locale la loro voce.
FRANCESCO ROVARICH