“SISTEMAZIONE DEL VERDE”
“Tangenziale Sud, da maggio le operazioni per la sistemazione del verde” e ancora: “33 mila piante per mitigare l’inquinamento”. Questi i titoli degli articoli apparsi il 2 febbraio sulla stampa locale.
Finalmente ci riempiamo i polmoni e tiriamo un profondo respiro, ben lieti di vedere la nostra amministrazione comunale, che in accordo con la provincia, pone attenzione al problema ambientale e della qualità dell’aria e lo fa concretamente!!
33 mila nuove piantine che diventeranno un bosco! Che bello!
Ma, c’è sempre un ma, purtroppo!!
IL BOSCO SPARITO
Lì, tra la tangenziale e la zona industriale dove c’è la Motorizzazione, un bosco esisteva già e ancora più grave: questo bosco è stato completamente abbattuto, non ne è rimasto nulla.

Ed era un bosco adulto, sano, un ecosistema che ospitava specie arboree di pregio e nel quale nidificavano e vivevano almeno 8 specie di uccelli oltre a piccoli mammiferi, la fauna della campagna e del sottobosco. Non c’è più nulla.

Nel progetto di sistemazione a verde tangenziale sud, si legge che le “operazioni preparatorie all’impianto forestale comprendono l’abbattimento di piante, taglio della vegetazione arbustiva, arborea e di alto fusto e di piccole dimensioni, scasso profondo e regolarizzazione e modellazione meccanica della terra presente in loco per una profondità media di 50 cm”.

Sono stati precisi e puntuali, nel realizzarlo!
Chi è abituato a passeggiare nella zona si è accorto subito che il bosco è sparito e al suo posto quel che ne restava: enormi cataste di grossi tronchi e distese di terra dalla quale è stata estirpata ogni forma di vita. “Un buon lavoro”, ribadirà chi ha commissionato l’opera. “Un’inutile devastazione!”, agli occhi di scrive.

Ora, viene spontaneo chiederselo: si è gia cominciato a piantare le nuove alberature, ma non era più semplice lasciare quelle che c’erano? Non era meglio evitare il taglio indiscriminato di 3,18 ettari di bosco adulto?

IL COSTO DELL’ OPERA
Il costo complessivo dell’opera (divisa in 8 comparti), che prevede prima delle messe a dimora la rimozione del verde già esistente, ammonta a 3,5 milioni di euro. E’ però evidente che questa ingente spesa non è stanziata per la piantumazione di nuove aree boschive, ma piuttosto per la sostituzione di quelle esistenti.
Ad ulteriore detrazione di questa operazione c’è anche il fatto che le piante adulte, prima che venissero abbattute, svolgevano già un ruolo attivo nel contenere le emissioni dovute alla presenza della tangenziale. Perchè le attuali piantumazioni possano crescere e svolgere la medesima funzione, bisognerà invece attendere anni!
Allora, cari amministratori, diciamolo chiaramente, il progetto in atto non avrà alcun effetto di mitigazione ulteriore, rispetto a ciò che già avveniva! Anzi per anni è annullata quella mitigazione che prima del taglio avveniva!
I PROCLAMI INGANNEVOLI DELLA GIUNTA CASTELLETTI
E i proclami dell’amministrazione comunale e provinciale sono inganevoli: sembra che creino dal nulla aree verdi, ma in realtà provvedono alla sostituzione delle esistenti.
Andavano piuttosto trovate altre aree, attualmente non piantumate, anche zone artigianali e industriali dismesse, da riconvertire ad aree verdi. Questo è ciò che avviene in quelle città dove realmente si pone in atto un piano di riqualificazione ambientale e urbana.
ESEMPI EUROPEI DI AUTENTICA RIFORESTAZIONE URBANA
Città come Parigi, dove sia nel contesto urbano, che nella immediata cintura periferica della città sono presenti immense aree boschive, dove ogni luogo, un tempo destinato ad altre attività – perfino le rotonde stradali che prima erano interamente cementate – viene adibito ad area verde: e si tratta di contesti molto più complessi rispetto a realtà come la nostra! Ci vuole un pò di coraggio!
MAL D’ ARIA BRESCIANO
A noi rimane il problema di una situazione irrisolta e non realmente affrontata: di un mal d’aria del quale ci si continua ad ammalare e purtroppo a morire, al quale non si pongono le opportune misure di contenimento, ma anche di una concezione dell’ambiente poco rispettosa, perchè il bosco e la vita che lo abita va protetto, curato e non devastato.
SARA GIRELLI