SIAMO DI NUOVO CAPITALE ITALIANA !

Tanto tuonò che piovve.

Non sono serviti a molto i Mega Eventi Green organizzati al Teatro Borsoni, che magnificavano i millemila progetti dell’ Amministrazione per migliorare entro il 2050 la qualità dell’ ambiente nella città Leonessa.

I tanti allarmi lanciati dalle associazioni ecologiste bresciane non inquadrate nel Sistema di potere locale si sono rivelati veritieri.   

La quarta edizione dell’Indice di vivibilità climatica del Corriere della Sera in collaborazione con iLMeteo.it  ha confermato impietosamente  la scomoda verità. Essa è ormai dinanzi agli occhi di tutta la cittadinanza, ma sindaca, assessori e maggioranza del Consiglio Comunale si ostinano a negarla.

La notizia è passata un po’ in sordina nei media locali, ma merita una riflessione.

Brescia si piazza in classifica al 108° posto tra i 108 capiluoghi di provincia italiani presi in esame, a causa di un mix di caldo africano, fenomeni metereologici estremi, elevata temperatura percepita, inverno nebbioso e nuvoloso, piogge intense accompagnate comunque da estesi periodi di siccità.

Insomma, in un certo senso siamo di nuovo capitale italiana… per quanto riguarda il peggior clima.


17 sono stati i parametri analizzati anche grazie all’intelligenza artificiale. Per ognuno di essi, Brescia registra dati sconfortanti.

63 le ondate di calore verificatesi nel 2024, che si sono unite a 45 giorni di caldo africano e  51 notti tropicali.

Per il resto, si segnalano 45 giorni di piogge intense e quattro di eventi estremi, con le ben note conseguenze a livello di danni sia in agricoltura che ad abitazioni ed attività.
Quarantuno le giornate di gelo, 70 quelle di nebbia, 106 quelle di pioggia e 72 quelle sferzate da raffiche di vento.

Continuare ad affermare- come fa l’ Amministrazione-  che il mutamento climatico è un fenomeno globale troppo complesso, e le responsabilità di quello che a livello climatico sta accedendo a Brescia   sono della Cina, dell’ India, degli Stati Uniti d’ America, della Russia, che non rispettano i protocolli internazionali, ecc. convince sempre meno l’ opinione pubblica locale.

Provvedimenti significativi- più volte suggeriti dalle realtà ambientaliste non intruppate nella maggioranza di governo cittadino- si potrebbero prendere. Ma andrebbero ad intaccare alcuni interessi importanti. Come quelli, tanto per citare un nome a caso, dell’ A2A. E- come noto- a Brescia chi tocca certi interessi rischia le proprie fortune politiche.  

FRANCESCO ROVARICH